Notizie storiche sui Tambuscio di Vibo Valentia

 

A parte quanto è stato possibile sintetizzare nell'Albero Genealogico, non sono molte le informazioni che mi è stato possibile elaborare sui Tambuscio.

Come detto in altra parte del sito, è ancora da verificare se essi siano originari della Calabria, visto l'importante insediamento ligure.

Ciononostante è possibile asserire che sin dai primi anni del '700 essi erano presenti a Vibo Valentia (molti svolgevano il mestiere di calzolaio). Nello stesso secolo ho trovato dei Tambuscio anche a Francica.

Le poche notizie storiche rinvenute relativamente a questo ramo sono quelle che ci fornisce F. Albanese (1974). Egli ci informa che nella seconda guerra mondiale un Tambuscio Rocco fu insignito di Croce al Valor Militare e un Tambuscio Giuseppe di Domenico risultò tra i dispersi. Un Tambuscio Domenico di Monteleone, 29enne sposato, risulta altresì sbarcato a New York il 12 aprile 1912 dalla nave San Giorgio salpata da Napoli. 

L'unica figura di cui sono riuscito a ricostruire qualche aneddoto è mio nonno Francesco. Egli aveva una personalità molto decisa e forse anche un po’ simpaticamente arrogante. Sembra che la sorella di mia nonna fosse destinata in sposa a un Vasapollo. Appellandosi al bisogno dei suoi figli rimasti orfani di avere una madre, fece leva sui sentimenti di suo suocero e suo cognato convincendoli ad ordire un piccolo complotto nei confronti di sua cognata che non voleva saperne granché di sposarlo. Essendo il suocero Greco Giovambattista e suo figlio Rocco rispettivamente sindaco e guardia comunale di Francica non fu difficile con uno stratagemma far firmare il matrimonio alla Greco Bernardina. Il tutto fu completato da mio nonno che andò nottetempo a prelevarla in carrozza!

Tambuscio Francesco

Francesco era inoltre un socialista della prima ora e mia madre mi raccontava come avesse il coraggio di rincorrere minacciando alcuni studenti che affiggevano alla sua porta foto di Mussolini e proclami fascisti.

Egli dava un’interpretazione particolare al proprio mestiere di calzolaio. Non di rado, prendeva delle scarpe da risuolare e, una volta aggiustate, le rivendeva come nuove. Quando il malcapitato primo proprietario andava a chiedergli se fossero pronte, mio nonno rispondeva: «Come no? Stanno già camminando!».

Su Internet ho altresì trovato una pagina relativa al ricordo della maestra Maria Teresa Tambuscio di Brattirò di cui è possibile visionare un estratto.